Italiano [English below]
Grazie all’invito dell’Accademia di Belle Arti di Roma e della coordinatrice del progetto, Elena Giulia Rossi, a fine Maggio sono stato all’inaugurazione di Cluster. Symphony of Data, risultato della collaborazione tra l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e l’Accademia di Belle Arti di Roma nell’ambito di EAR – Enacting Artistic Research, progetto finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU. Presentato come installazione di data visualization e data sonification in occasione della Notte dei Musei 2026 presso la Galleria dell’accademia, il progetto è stato firmato dal fisico delle particelle Biagio Di Micco (Università degli Studi Roma Tre e INFN) insieme a Cristian Rizzuti (Accademia di Belle Arti di Roma, media artist), Riccardo Torresi (media artist), al sound artist Julian Alvarez e ha coinvolto gli studenti di Roma Tre e dell’Accademia di Belle Arti di Roma.
Situato nel meraviglioso spazio storico della galleria dell’accademia, Cluster. Symphony of Data invitava a partecipare a una suggestiva installazione immersiva. Una porzione dei dati provenienti dall’esperimento ATLAS ((A Toroidal LHC ApparatuS)), uno dei quattro grandi rivelatori di particelle del Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra, veniva elaborata e trasdotta in tempo reale in una combinazione di laser, video-proiezioni e suoni generativi. Eventi e valori numerici si trasformavano in una composizione visivo-sonora in cui i dati delle collisioni subatomiche, tra cui anche quelle che probabilisticamente hanno generato il bosone di Higgs, venivano rappresentate su uno schermo circolare, visibile davanti e dietro, che idealmente richiamava una sezione di ATLAS.
- Ph. plc
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Come notava il comunicato stampa dell’evento,
La coreografia di luce, forma e suono che ne risulta riflette la complessità e la bellezza della fisica delle particelle. Lo spettatore è coinvolto in un racconto audiovisivo che oscilla tra precisione scientifica e sensibilità artistica, tra ordine dei dati e caos delle interpretazioni sensoriali. Un laboratorio aperto, in cui arte e scienza si incontrano e collaborano attivamente nella costruzione di nuovi sguardi sul reale, valorizzando l’incontro tra competenze, sensibilità e linguaggi differenti.
Ciò che, in maniera suggestiva, veniva rappresentato nell’oscurità della Galleria dell’Accademia mediante la generazione di luci e suoni, in modo direttamente percepibile dai sensi, era il respiro profondo della materia nei suoi stati fondamentali e originari: i momenti subito successivi alla singolarità, all’inizio del tempo cosmico, e la conseguente espansione dell’universo. La materia nella sua estrema e sfuggente architettura di base, le fondamenta di tutto ciò che esiste.

Thanks to the invitation from the Academy of Fine Arts in Rome and the project coordinator, Elena Giulia Rossi, at the end of May I attended the opening of Cluster. Symphony of Data. This project is the result of a collaboration between the National Institute for Nuclear Physics (INFN) and the Academy of Fine Arts in Rome, as part of EAR – Enacting Artistic Research, an initiative funded by the European Union – Next Generation EU. Presented as a data visualization and data sonification installation for the Night of Museums 2026 at the Galleria dell’Accademia, the project was created by particle physicist Biagio Di Micco (Roma Tre University and INFN) alongside Cristian Rizzuti (Academy of Fine Arts in Rome, media artist), Riccardo Torresi (media artist), and sound artist Julian Alvarez, and it actively involved students from both Roma Tre University and the Academy of Fine Arts in Rome.
Set within the magnificent historic space of the Galleria dell’Accademia, Cluster. Symphony of Data invited visitors to experience an evocative, immersive installation. A portion of the data from the ATLAS experiment—ATLAS (A Toroidal LHC ApparatuS) is one of the four large particle detectors at CERN’s Large Hadron Collider (LHC) in Geneva—was processed and transduced in real-time into a combination of lasers, video projections, and generative sounds. Numerical events and values were transformed into a visual and sonic composition. Here, the data from subatomic collisions—including those that probabilistically generated the Higgs boson—were displayed on a double-sided circular screen that conceptually evoked a cross-section of ATLAS.
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As the event’s press release noted:
The resulting choreography of light, form, and sound reflects the complexity and beauty of particle physics. The viewer is drawn into an audiovisual narrative that oscillates between scientific precision and artistic sensitivity, between the order of data and the chaos of sensory interpretations. An open laboratory where art and science meet and actively collaborate to build new perspectives on reality, celebrating the intersection of different skills, sensibilities, and languages.
What was so evocatively represented within the darkness of the Galleria dell’Accademia through the generation of light and sound, directly perceptible by the senses, was the very deep breath of matter in its most fundamental and primal states: the moments immediately following the singularity at the dawn of cosmic time, and the subsequent expansion of the universe. Matter in its ultimate, elusive blueprint—the very foundation of everything that exists.


















