Italiano [English below]

 

È uscito il volume a cura di Francesco Monico, Paolo Naldini e Michele Cerruti But, L’arte della ricerca. La cura dei nuovi saperi nei dottorati accademici, Milano, Mimesis, 2025, dedicato alla ricerca dottorale in ambito AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica), di cui si parla da alcuni anni. Personalmente ne discuto da tempo e sono un sostenitore dell’idea della “ricerca artistica”. Il libro contiene un mio saggio scritto insieme a Giorgio Cipolletta, “La ricerca artistica come metodologia, risorsa e visione”, e presenta una ventina di interventi provenienti da vari ambiti (formazione, MUR, direzione accademica, universitaria e dei conservatori, sociologia, ricerca universitaria, estetica, storia e critica d’arte, filosofia, design, economia, musicologia, statistica, giornalismo…).

La sinossi del volume recita:

L’offerta delle accademie di Belle Arti, e più in generale del mondo AFAM – Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, a partire dagli anni duemila si struttura come laboratorio per una nuova e aggiornata pedagogia ed educazione superiore. Le accademie italiane riescono a dare risposta alle nuove esigenze culturali implicate dal diffondersi della tecnica e della globalizzazione. Da un lato accolgono gli studi di estetica e le riflessioni della rivoluzione digitale diventando territorio di sperimentazione sulle cosiddette “Contemporary Humanities” e, quindi, utilizzando l’arte contemporanea come concreto radar culturale, sviluppano una vera e propria ricerca clandestina. Non è un caso che alcune di queste istituzioni abbiano autonomamente proposto dottorati di ricerca/PhD, anticipando la richiesta e quindi la normazione, che ha portato agli attuali programmi dottorali AFAM. In questo volume si raccolgono le testimonianze di queste esperienze di ricerca fondative e le riflessioni su una possibile cultura della ricerca accademica che, ieri come oggi, da queste stesse esperienze deriva.

Il volume (circa 450 pagine) ha avuto una gestazione piuttosto lunga e laboriosa – il nostro saggio è stato scritto nel Settembre 2000 – tuttavia mantiene un’importante attualità e costituisce un buon punto di partenza e di riflessione sull’argomento dei dottorati di ricerca nelle accademie di belle arti.

Il nostro saggio può essere scaricato da qui.

 

 

English

The volume L’arte della ricerca. La cura dei nuovi saperi nei dottorati accademici (The Art of Research. Curating New Knowledge in Academic Doctoral Programs), edited by Francesco Monico, Paolo Naldini, and Michele Cerruti But, has been published by Mimesis, 2025. It focuses on doctoral research within the AFAM field (Higher Education in Arts, Music, and Dance) – a topic that has been discussed for several years. I have been personally discussing this for a long time and am a proponent of the idea of “artistic research.” The book includes my essay, co-authored with Giorgio Cipolletta, “Artistic Research as Methodology, Resource, and Vision,” and features around twenty contributions from various fields (education, MUR – the Italian Ministry of Education, University and Research, academic and conservatory leadership, sociology, university research, aesthetics, art history and criticism, philosophy, design, economics, musicology, statistics, journalism…).

The book’s synopsis reads:

Since the early 2000s, academies of fine arts, and more broadly the AFAM sector (Higher Education in Arts, Music, and Dance), have developed as laboratories for a new and updated pedagogy and higher education. Italian academies have managed to respond to the new cultural needs arising from the spread of technology and globalization. On the one hand, they embrace aesthetics and the reflections of the digital revolution, becoming a testing ground for the so-called “Contemporary Humanities.” And, by using contemporary art as a concrete cultural radar, they develop a veritable clandestine research practice. It is no coincidence that some of these institutions have independently proposed doctoral research programs/PhDs, anticipating the demand and, consequently, the regulation that led to the current AFAM doctoral programs. This volume collects testimonies of these foundational research experiences and reflections on a possible culture of academic research that, yesterday as today, derives from these same experiences.

The volume (approximately 450 pages) had a rather long and laborious gestation – our essay was written in September 2000 – yet it remains importantly relevant and constitutes a good starting point and basis for reflection on the subject of doctoral research in academies of fine arts.

Our essay can be downloaded here.