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Nel Febbraio 2024 ho tenuto, insieme a Derrick de Kerckhove, il workshop di due giorni “fivewordsforthefuture” presso l’Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie (AANT) di Roma. L’evento era a cura di Gianna Angelini, Direttrice scientifica del Comitato Scientifico di AANT di cui, insieme al citato Derrick de Kerckhove, a Patrizia di Costanzo, Paolo Granata e Sabina Minutillo Turtur, sono onorato di far parte.

Il progetto del workshop partiva dall’idea di mettere a confronto la visione del futuro degli studenti dell’accademia – una visione “umana” – e quella di due Intelligenze Artificiali Generative, ChatGPT e Gemini. Studenti e IA generative dovevano esprimere cinque concetti, idee, parole, ritenuti importanti per il futuro, presentandole e spiegandone le motivazioni tramite dei video: fivewordsforthefuture, appunto, dall’omonimo progetto originato da Noema nel 2012.

Questa la presentazione del workshop:

Come immagina il futuro l’IA? E cosa ci aspettiamo invece noi, come designer? Cosa ci insegna un confronto tra le due prospettive? Grazie ad un workshop sia teorico che applicativo, il prof. Pier Luigi Capucci e il prof. Derrick de Kerckhove (membri del comitato scientifico di AANT) offriranno agli studenti un viaggio nel mondo dell’IA generativa, attraverso un punto di vista non solo tecnologico, ma anche storico e antropologico

All’interno del workshop erano previsti gli interventi di Derrick de Kerckhove e del sottoscritto. Derrick de Kerckhove ha inquadrato l’IA generativa all’interno della dimensione tecnoscientifica e ne ha messo in luce le caratteristiche salienti, il funzionamento, l’evoluzione e gli aspetti critici. L’intervento del sottoscritto, “Forme espressive generative. Arte e dinamiche procedurali”, ha collegato le opportunità creative dell’IA generativa alle esperienze storiche delle “arti generative” e alle dinamiche artistiche procedurali, anche al di fuori della dimensione digitale.

Al termine del secondo giorno gli studenti, la cui partecipazione è andata oltre le più rosee aspettative, suddivisi in gruppi hanno presentato le parole e i motivi delle scelte tramite dei brevi video. Le cinque parole e le ragioni della scelta fornite dalle IA Generative, invece, sono state “recitate” in video da degli avatar generati da Synthesia, grazie a Laura Porzio di AANT.

Com’era da attendersi, il confronto ha messo in luce differenze di visione del futuro tra “umani” e “macchine”, in un certo senso abbastanza prevedibili anche se interessanti dal punto di vista didattico: le parole e le motivazioni generate dall’IA erano più generali, magari bene approfondite e supportate da dati ma impersonali, a differenza di quelle espresse dagli studenti, legate al loro mondo, al loro punto di vista e al loro vissuto personale, ai loro pregiudizi.

Per approfondire queste differenze, mostrare i video realizzati dagli studenti, riflettere sull’evoluzione dei sistemi generativi e documentare tutto con una pubblicazione, AANT ha previsto un prossimo evento più avanti nel corso di quest’anno.

 

 

 

English

 

In February 2024, together with Derrick de Kerckhove, I conducted a two-day workshop titled “fivewordsforthefuture” at the Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie (AANT) in Rome. The event was organized by Gianna Angelini, the Scientific Director of the AANT Scientific Committee. Alongside Derrick de Kerckhove, Patrizia di Costanzo, Paolo Granata, and Sabina Minutillo Turtur, I have the honor of being part of this group.

The workshop aimed to compare the visions of the future of the academy’s students (a human perspective) with those of two Generative Artificial Intelligences: ChatGPT and Gemini. Students and generative AIs were tasked with expressing five concepts, ideas, or words they deemed important for the future. They presented and explained their choices through videos, following the model of fivewordsforthefuture, an initiative originally launched by Noema in 2012.

Here’s the workshop presentation:

How does AI envision the future? And what do we, as designers, expect? What can we learn from comparing these two perspectives? In a workshop that combined theory and practical application, Prof. Pier Luigi Capucci and Prof. Derrick de Kerckhove (both members of the AANT Scientific Committee) guided students on a journey into the world of generative AI. This exploration went beyond the technological lens, incorporating historical and anthropological viewpoints.

During the workshop, both Derrick de Kerckhove and I delivered presentations. Derrick framed generative AI within the technoscientific dimension, highlighting its key features, functioning, evolution, and critical aspects. In my presentation, “Generative expressive forms. Art and procedural dynamics”, I connected the creative opportunities of generative AI to the historical experiences of “generative arts” and procedural artistic dynamics, also beyond the digital realm.

At the workshop’s conclusion, the students — whose participation exceeded our expectations — divided into groups presented their chosen words and motivations through short videos. Instead, the five words and reasons provided by the generative AIs were “recited” in video form by avatars generated using Synthesia, thanks to Laura Porzio of AANT.

As expected, the comparison revealed differences in future visions between “humans” and “machines.” While the AI-generated words and motivations were more general, well-researched, and data-supported, they lacked personal connection. In contrast, the students’ expressions were tied to their own worldviews, perspectives, personal experiences, and biases.

To delve deeper into these differences, showcase the students’ videos, reflect on the evolution of generative systems, and document everything in a publication, AANT has planned a follow-up event later this year.