Italiano [English below]

 

Ho partecipato, con un seminario/workshop, alla Settimana della Cultura, giunta alla IV edizione, che si è svolta dal 22 al 29 Febbraio presso la sede dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Mostre, conferenze, presentazioni, performance, workshop e seminari, organizzati dalla stessa accademia, in cui coinvolgere gli studenti e presentare alla città indirizzi e percorsi di ricerca in vari settori dell’arte e della comunicazione.

Per me si è trattato di un ritorno per ragioni di conferenze nella città dei Bronzi di Riace, sia pure a distanza di oltre un ventennio. Nel Giugno 1998 avevo tenuto un intervento all’Università, nella Facoltà di Architettura, sul tema delle metamorfosi del corpo, all’interno del ciclo biennale di conferenze “Architettura e oltre”, mentre nel Febbraio 1999 ero stato invitato proprio dall’Accademia di Belle Arti a fare due conferenze, una sulle relazioni tra corpo e tecnologie e l’altra sulle applicazioni multimediali nell’ambito dei musei e della didattica.

Dalla locandina dell’evento:

Molti dei fenomeni contemporanei, dalla ricerca scientifica alla comunicazione, dall’impatto delle tecnologie alle interazioni umane, dall’economia ai fenomeni naturali e ambientali…, presentano caratteristiche analoghe alle dinamiche e alle processualità artistiche. Il “nuovo”, l’“innovazione”, hanno sempre più a che fare con l’arte. Oggi, per comprendere e descrivere la complessità del mondo, è necessario attivare approcci di natura artistica: l’arte è una sorta di filosofia della contemporaneità, una risorsa determinante per capire il presente e guardare al futuro.

Nella contemporaneità le società umane si trovano a fronteggiare problematiche complesse, la cui soluzione non è possibile con metodi tradizionali ma che richiedono dei nuovi paradigmi, degli scatti cognitivi. Tra queste ci sono i cambiamenti climatici, sui quali esistono pregiudizi e imprecisioni, ma che finalmente sono stati posti in cima agli impegni della Comunità Europea e di molti governi mondiali, tra i quali anche quello italiano.

I cambiamenti climatici (Climate Change) – o “crisi climatica”, o “emergenza climatica”, come in maniera più precisa vengono chiamati i questi fenomeni – sono causati soprattutto dalle attività umane e riguardano la dimensione globale e locale nello stesso tempo.

È necessaria una riflessione globale su questi mutamenti e sulle loro cause. Servono delle azioni sulle conseguenze in ambito economico e sociale di questi cambiamenti e sulle modalità con cui è possibile minimizzarne gli effetti o adattarvisi. Bisogna intervenire sulle catastrofi naturali, sociali e politiche che questi eventi causano e affrontare le contraddizioni interne alle società e alle culture. Serve un cambio di paradigma nelle trasformazioni dei modi di vita, delle abitudini, delle idee che ci definiscono e che definiscono il nostro rapporto col mondo, con l’ambiente umano e con le altre specie. È fondamentale maturare un’idea realistica e non edulcorata di Natura, sviluppare un ambientalismo scevro dal marketing, rivedere il significato dell’umano e il suo rapporto con il non umano, considerare l’ambiente come complessa relazione dinamica tra diversità, verso un ulteriore livello di consapevolezza dell’esistente, dell’ambiente, del vivente. Verso una sorta di nuovo “patto con la natura”.

L’arte può aiutare a raggiungere questa consapevolezza, può fornire idee e visioni utili per affrontare il futuro, le narrazioni della scienza e le visioni artistiche possono collaborare felicemente. L’arte può favorire questo passaggio epocale e le trasformazioni che ne conseguono, il cambiamento di paradigma che le culture umane devono affrontare. Molti artisti, con approcci diversi, sono consapevoli delle problematiche del Climate Change e operano in questa direzione: si tratta dunque di un tema emergente.

 

 

 

English

 

I participated with a seminar/workshop in the Week of Culture, now in its fourth edition, which took place from 22 to 29 February at the headquarters of the Academy of Fine Arts in Reggio Calabria. Exhibitions, conferences, presentations, performances, workshops and seminars, organized by the academy, in which to involve students and present research paths to the city in various realms of art and communication.

For me it was a return for conference reasons in the city of the Riace Bronzes, albeit after more than twenty years. In June 1998 I had a speech at the University, in the Faculty of Architecture, on the topic of body metamorphosis, within the biennial cycle of conferences “Architecture and beyond”, while in February 1999 I was invited by the Academy of Fine Arts for two lectures, one on the relationships among body and technologies and the other on multimedia applications in the field of museums and education.

From the poster:

Many of the contemporary phenomena, from scientific research to communication, from the impact of technologies to human interactions, from the economy to natural and environmental phenomena …, present characteristics which are similar to the dynamics and processes of art. The “new”, the “innovation”, have more and more to do with art. Today, in order to understand and describe the complexity of the world, it is necessary to activate artistic approaches: art is a sort of philosophy of contemporaneity, a crucial resource for understanding the present and looking into the future.

In the contemporary world, human societies are faced with complex issues, whose solving is not possible with traditional methods, which require new paradigms, cognitive impulses. Among these Climate Change, which involves prejudices and inaccuracies but that has finally been placed at the top of the commitments of the European Community and of many world governments, including also the Italian one.

Climate Change – or “climate crisis”, or “climate emergency”, as these phenomena are more precisely called – is mainly caused by human activities and concerns the global and local dimension at the same time.

A global thinking is needed on these changes and their causes. Action is needed on the economic and social consequences of these changes and on how their effects can be minimized or adapted. We must act on the natural, social and political disasters that these events cause and face the inner contradictions of societies and cultures. We need a paradigm shift in the transformations of ways of life, habits, ideas that define us and our relationship with the world, with the human environment and with the other species. It is essential to develop a realistic idea of ​​Nature, an environmentalism free from marketing, to rethink the meaning of the human and its relationship with the non-human, to consider the environment as a complex dynamic relationship among diversities, towards a further level of awareness of the existing, the environment, the living. Towards a sort of new “pact with nature”.

Art can help in achieving this awareness, it can provide useful ideas and visions to face the future. Science narratives and artistic visions can collaborate happily. Art can ease this epochal passage and the resulting transformations, the paradigm shift that human cultures must go through. Many artists, with different approaches, are aware of Climate Change issues and operate in this direction: it is an important emerging topic.