ItalianoRoy Ascott ha vinto la Golden Nica nella nuova categoria del Prix Ars Electronica 2014 dedicata ai pionieri e visionari di media art, cioè, come recita il premio, a “quegli uomini e quelle donne le cui conquiste artistiche, tecnologiche e sociali hanno influenzato e fatto avanzare in maniera decisiva lo sviluppo di nuove direzioni artistiche”.
EnglishRoy Ascott has been awarded the Golden Nica in the new Prix Ars Electronica 2014 category for visionary pioneers of media art, that is “those men and women whose artistic, technological and social achievements have decisively influenced and advanced the development of new artistic directions.”

Italiano [English below]

 

Da qualche giorno è ufficiale: Roy Ascott ha vinto la Golden Nica nella nuova categoria del Prix Ars Electronica 2014 dedicata ai pionieri e visionari di media art, cioè, come recita il premio, a “quegli uomini e quelle donne le cui conquiste artistiche, tecnologiche e sociali hanno influenzato e fatto avanzare in maniera decisiva lo sviluppo di nuove direzioni artistiche”.

Il premio giunge a coronamento di una lunga e straordinaria attività teorica, artistica e didattica di cui è difficile riassumere in breve l’importanza, che ha influenzato ed è destinata a influenzare in futuro generazioni di artisti, ricercatori, teorici e formatori anche al di fuori dell’ambito dell’arte. Ascott è stato inoltre tra i primi studiosi a spingersi al di là del digitale, oltre le new media arts, con una dimensione sincretica capace di integrare l’apporto di discipline e teorie in campi molto diversi in una visione ampia, globale e coerente. Ascott è anche l’inventore del termine “tecnoetica” (dall’unione di téchne e noetikos), un neologismo per indicare il campo emergente della ricerca sull’impatto delle tecnologie (telematiche, digitali, genetiche, vegetali, “wet” o linguistiche…) sui processi della coscienza. E spesso le sue affermazioni sono state provocatorie, come una sua celebre frase sulle relazioni tra arti e scienze: oggi “non dobbiamo chiederci che cosa le scienze possono fare per le arti, ma che cosa le arti possono fare per le scienze” (dalla conferenza “The Spirit of Discovery: Art. Science and New Technology”, Transcoso, Portogallo, 18-20 maggio 2006).

Eoy Ascott, Aspects of Gaia, 1989

Roy Ascott, Aspects of Gaia, telematic installation at Ars Electronica, 1989

La mia frequentazione di Roy Ascott data circa un quarto di secolo. Mi sono imbattuto nella sua attività nel 1989 ad Ars Electronica, nella grande installazione Aspects of Gaia, che, mutuando dallo scienziato inglese James Lovelock l’idea del nostro pianeta (Gaia) come grande ecosistema vivente, considerava la Terra, ben prima dell’esplosione di Internet, come ecosistema simbolico planetario. Quell’edizione di Ars Electronica venne documentata nel numero speciale della rivista Kunstforum, dedicato all’arte interattiva e intitolato “Im Netz der Systeme. Für eine interactive Kunst: Ars Electronica Linz” (Kunstforum, n. 103, Settembre/Ottobre 1989). Insieme a Peter Weibel, allora advisor artistico di Ars Electronica, Roy Ascott ha inventato la categoria dell’“arte interattiva”, varata nell’edizione seguente del festival, rendendo Ars Electronica una delle prime manifestazioni a occuparsi in maniera specifica di queste forme artistiche.

Roy Ascott, La Plissure du text

Nel 1992, grazie a Mario Costa, ho pubblicato un articolo di Roy Ascott in una rivista d’arte contemporanea, all’interno di un dossier intitolato “Arte e nuove tecnologie. Per un’estetica della comunicazione”, da me curato (TerzoOcchio, n. 63, giugno 1992). Avrei voluto incontrarlo nel novembre 1995 a São Paulo in occasione di “Arte Tecnologia. A Arte no seculo XXI: a humanizacao das tecnologias”, manifestazione curata da Diana Domingues e Gilbertto Prado (insieme a Derrick de Kerckhove e Fred Forest ero commissario internazionale), dove Ascott doveva tenere una conferenza ed esporre un’opera, Cyberpsychic Nodes, nella mostra internazionale [Diana Domingues (a cura di), A Arte no Século XXI. A Humanização das Tecnologias, São Paulo, UNESP, 1997]. Ma purtroppo un improvviso e irrinunciabile impegno mi impedì di partire.

Roy Ascott. La plissure du texte

 

Roy Ascott ha anche ispirato alcune parti del mio Arte e tecnologie. Comunicazione estetica e tecnoscienze, pubblicato nel 1996 (3° ed. Noema, 2013). Nel 1998 accettò l’invito di far parte della Giuria Internazionale, presieduta da Pierre Restany, del Premio Oscar Signorini dedicato a “L’arte remota”, organizzato dalla rivista D’Ars e curato dal sottoscritto, uno dei primi eventi in Italia dedicati alla net.art, che premiò Bodies INCorporated di Victoria Vesna.

 

The Planetary Collegium at Trondheim

The Planetary Collegium in Trondheim at “Consciousness Reframed XI – Making Reality Really Real”

In seguito ho incontrato Roy Ascott ai convegni “Researching the Future: art and design in transmodal transition 2006” (alla NABA a Milano) e “Researching the Future: aspects of art and technoetics 2007” (al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci a Prato), entrambi curati da Francesco Monico, e a “MutaMorphosis 2007: Challenging Arts and Sciences” a Praga. In quel periodo ho accettato l’incarico di Supervisor del M-Node, il nodo italiano (fondato da Francesco Monico e del quale Antonio Caronia era Director of Studies) del dottorato di ricerca del Planetary Collegium dell’Università di Plymouth, di cui Ascott è fondatore e presidente (nel 2011 il Planetary Collegium ha ricevuto il World Universities Forum Award for Best Practice in Higher Education). Quindi i nostri incontri si sono fatti più frequenti, grazie ai convegni internazionali che ha organizzato o di cui è stato mentore (a Vienna, Monaco di Baviera, Plymouth, Cefalonia, Trondheim, Milano…), alle sessioni di dottorato e ad altri eventi internazionali (come l’ISEA 2012 a Istanbul). Nel 2013, dopo la scomparsa di Antonio Caronia, sono stato nominato Director of Studies del M-Node.

 

Roy and me

Roy and me

Sono dunque molto felice della notizia del premio di Ars Electronica, e con grandissimo piacere mi congratulo con Roy! Many compliments! Un altro passo verso la consapevolezza.

 

AncoraEnglish

 

It is official: Roy Ascott has been awarded the Golden Nica in the new Prix Ars Electronica 2014 category for visionary pioneers of media art, that is “those men and women whose artistic, technological and social achievements have decisively influenced and advanced the development of new artistic directions.”

This award comes at the top of a long and extraordinary theoretical, artistic and educational career that is impossible to resume shortly, with a deep influence on culture and on past and future generations of artists, researchers, theorists and teachers outside the art boundaries too. Ascott has also been one of the first scholars to go beyond the digital realm and the new media arts, in a syncretic way capable to complement disciplines and theories from different fields in a wide, global and coherent vision. Ascott is also the inventor of the word “technoetic” (from the union of the Greek words téchne and noetikos), a neologism to indicate the emergent research field on the impact of the technologies (telematic, digital, genetic, vegetal, moist or linguistic…) on the processes of consciousness. Sometimes his sentences are provocative, like the famous one on the relationships among arts and sciences: today we must “ask not what the sciences can do for the arts, but what the arts can do for the sciences” (from the conference presentation “The Spirit of Discovery: Art. Science and New Technology”, Transcoso, Portugal, 18-20 May 2006).

 

Roy Ascott, La Plissure du texte

Roy Ascott, La Plissure di Texte, 1983

I met Ascott’s work in 1989 at Ars Electronica, the installation Aspects of Gaia that considered Earth – much earlier than the Internet explosion – as a symbolic ecosystem, inspired by James Lovelock’s theory of Gaia as a big living planetary ecosystem. That Ars Electronica edition was documented in a special issue of Kunstforum magazine, devoted to the interactive art and entitled “Im Netz der Systeme. Für eine interactive Kunst: Ars Electronica Linz” (Kunstforum, n. 103, September/October 1989). With Peter Weibel, who was then Ars Electronica artistic advisor, Roy Ascott invented the category “interactive arts”, that was added to the following edition of the festival and made Ars Electronica one of the first events specifically dealing with these artistic forms.

Roy Ascott, Damgerous Habit

 

In 1992 thanks to Mario Costa I published an article by Roy Ascott in a contemporary art magazine, in a section I curated entitled “Art and New Technologies. For an Aesthetic of Communication” (TerzoOcchio, n. 63, June 1992). And I would have met him in November 1995 in São Paulo at “Arte Tecnologia. A Arte no seculo XXI: a humanizacao das tecnologias”, an event curated by Diana Domingues and Gilbertto Prado (with Derrick de Kerckhove and Fred Forest I was an International commissioner) where Ascott had to present a lecture and an artwork, Cyberpsychic Nodes, in the International exhibition [Diana Domingues (ed.), A Arte no Século XXI. A Humanização das Tecnologias, São Paulo, UNESP, 1997]. But unfortunately an unexpected and inalienable work prevented me from leaving.

 

Roy Ascott lecture at Trondheim

Roy Ascott lecture in Trondheim at “Consciousness Reframed XI – Making Reality Really Real”

Roy Ascott also inspired some parts of my book Arte e tecnologie. Comunicazione estetica e tecnoscienze (Art and Technologies. Aesthetic Communication and Technosciences), published in 1996 (3° ed. Noema, 2013). In 1998 he accepted to enter the International Jury (headed by Pierre Restany) of the Oscar Signorini Prize about the “Remote Arts”, organized by the contemporary culture magazine D’Ars and curated by me, one of the first events about net.art in Italy, that awarded Bodies INCorporated by Victoria Vesna.

 

Roy ascott, The Way We are Now

 

Then I met Roy Ascott at the conferences “Researching the Future: art and design in transmodal transition 2006” (at NABA in Milan) and “Researching the Future: aspects of art and technoetics 2007” (at the Center for Contemporary Art Luigi Pecci in Prato), both curated by Francesco Monico, and at “MutaMorphosis 2007: Challenging Arts and Sciences” in Prague. In that period I accepted the proposal to act as a Supervisor in the M-Node, the Italian node (founded by Francesco Monico and with Antonio Caronia as the Director of Studies) of the research PhD program of the Planetary Collegium at the University of Plymouth, of which Roy Ascott is the founder and president (in 2011 the Planetary Collegium received the World Universities Forum Award for Best Practice in Higher Education). Hence our meetings became more frequent thanks to the International conferences about consciousness (in Vienna, München, Plymouth, Kefalonia, Trondheim, Milan…), the PhD sessions and other International events (like ISEA 2012 in Istanbul). In 2013 I was appointed as M-Node’s Director of Studies.

 

Roy Ascott and me

Roy and me

I’m very glad of the Prix Ars Electronica attribution, and with great pleasure I congratulate Roy! Many compliments! One more step towards consciousness.