On April 9 I’ll be moderating the international roundtable “Most Post Human IV – Beyond the Border. What Early Years of XXI Century Teach Us About Being Alive”, at the MUSE Science Museum in Trento. As the flyer states, the research roundtable “Most Post Human IV – Beyond the Border” is meant to be an interdisciplinary confrontation around the “crossing of a boundary” as connected to the notion of “beyond”. The event is curated by Massimiliano Viel and Gianna Angelini, with the participation of Denis Jaromil Roio (NL), Francesco Monico (IT), Luca de Biase (IT), Tommaso Maggio (IT), Regina Durig (DE), Hanieh Abbasinik (IR), Maurizio Teli (IT), Patrizia Moschella (IT).

English [Italiano sotto]

 

9 April 2014, 14.30-17.00
MUSE Science Museum of Trento
Corso del Lavoro e della Scienza 3, Trento

Research Roundtable
Most Post Human IV – Beyond the Border
What Early Years of XXI Century Teach Us About Being Alive

“Things she saw seemed doubtful – not doubtful but ever changing, plunged into metamorphosis, something that is also something else, but what and what”
D. DeLillo, Body Art

The Research Roundtable “MOST POST HUMAN – BEYOND THE BORDER” is meant to be an interdisciplinary confrontation around the “crossing of a boundary” as connected to the notion of “beyond”.

This subject is able to generate conceptual mutations that are possible, if not even necessary, by means of the introduction in different fields of the idea of geography, as a passage from a strictly physical dimension to the exploration of conceptual and experiential regions, showing a character that is intimistic, psychological (as in the emotional geography in the arts), literary (as in geocriticism) and socio-antropological (as in the social movement studies) and so on.

We are facing today an explosion of meanings in the idea of boundary, due to the use of the prefix trans in ideal / global terms, that is able to recall the spatial dimension of beyond, a crossed barrier that allows us to extend vision across a border. It’s a reference to the philosophical idea of transcendent, as the crossing of defined boundaries, that represents conditions of existence that are beyond certain sensory limitations, as well as to the psychological idea of a crossing movement that evokes the ‘transformations’ originating from the movement itself.

This is an interpretation of the crossing of a boundary as something that is born from the senses, by means of machines that are directed to the extremely wide scale of the universe and to the extremely little one of elementary particles. We are therefore forced to face the appropriation by the side of a new corporeity of those perceptive dimensions that evolution denied us, both in the typology of physiological receptors (which nowadays digital technology integrate with sensors), and in the cognitive ability to detect patterns, by means of sensory translations such as visu- alisation and sonification.

At the same time, the human boundaries show themselves in the territory of thought, while experiencing the crash against a barrier that is built by practices of meaning making, and is directed to erase any possible blind spot, hiding us what is there outside and opposing to our efforts of thinking the other and the unknown.

Tracing a geography, a map of any forethought, is thus the instrument that instead of subjugating meaning to a predetermined ratio, can rather be used to mark a path pointing to a place that lays beyond what is known.

Until a few decades ago, the multi-dimensional reflection on reality was relying on the research of a proper way to observe the imaginary universe from the point of view of the languages that were build on that imagery (as it happens for example for cinema and art).

Today its complexity have been polyhedrically scattered in environments we habit as actors / manipulators as well as spectators, so that an investigation on the subject of what is there beyond, what is impossible, unexperienced, far away or out-of-sight is spreading in every discipline.

Curated by Massimiliano Viel, Ph.D Gianna Angelini.

Moderated by
Prof. Pier Luigi Capucci

Denis Jaromil Roio (Nl), Ph.D Francesco Monico (IT), Luca de Biase (IT), Tommaso Maggio (IT), Regina Durig (DE), Hanieh Abbasinik (IR), Dott. Maurizio Teli (IT), Patrizia Moschella (IT).

 

AncoraItaliano

 

9 Aprile 2014, 14.30-17.00
MUSE Science Museum of Trento
Corso del Lavoro e della Scienza 3, Trento

Research Roundtable
Most Post Human IV – Beyond the Border
What Early Years of XXI Century Teach Us About Being Alive

Le cose che vedeva sembravano improbabili – non improbabili ma in continuo divenire, in metamorfosi, cose che erano qualcosa ma anche qualcos’altro, ma cosa, e cosa.
D. DeLillo, Body Art

Il convegno “AL MASSIMO OLTRE L’UMANO – OLTRE IL CONFINE” nasce come un confronto interdisciplinare sul “superamento/ attraversamento del limite” insito nell’idea di oltre. Il tema origina dalle mutazioni concettuali rese possibili, se non necessarie, dall’introduzione dell’idea di geografia in più ambiti, come passaggio da una dimensione prettamente fisica, all’esplorazione di regioni concettuali ed esperienziali di carattere intimistico, psicologico (pensiamo al ruolo della geografia emozionale in ambito artistico), letterario (pensiamo all’avanzare della geocritica), o socio-antropologico (pensiamo ai social movement studies), eccetera.

Siamo oggi di fronte ad una esplosione di senso del concetto di limite, dovuta al ruolo giocato dal prefisso trans in termini ideali/globali, un prefisso che richiama di per sé la dimensione spaziale dell’oltre, di una barriera valicata che ci permette di dilatare lo sguardo al di là di un confine. In tal senso, un rimando sicuramente
obbligatorio è all’idea filosofica del trascendente, quale superamento dei limiti definiti, a rappresentare condizioni di esistenza situate oltre a certi limiti sensoriali, ma anche all’idea psicologica del movimento valicante evocativo di ‘trasformazioni’, derivante dal movimento stesso.

Si tratta di intendere il superamento di un confine come qualcosa che nasce dai sensi, attraverso macchine rivolte alla scala estremamente grande dell’universo e a quella estremamente piccola delle particelle subnucleari, ma anche di avere uno sguardo verso l’appropriazione da parte di una nuova corporeità di quelle dimensioni percettive che l’evoluzione ci ha negato, sia nella tipologia di recettori fisiologici (che oggi la tecnologia digitale riesce a integrare attraverso i sensori), sia nelle capacità che ha la nostra cognizione di individuare schemi, per mezzo di trasduzioni sensoriali come la visualizzazione e la sonificazione.

Senza trascurare il fatto che è anche e specularmente nei territori del pensiero che i limiti umani si manifestano; nello scontro con la barriera costruita da pratiche di significazione tese a cancellare ogni punto cieco, nascondendoci ciò che è oltre e opponendosi al nostro sforzo di pensare l’alterità e l’ignoto.

Tracciare una geografia, una mappa, di qualsivoglia intendimento, diviene, allora, lo strumento non per sottomettere i significati a una ratio precostituita, ma per segnare un sentiero che indichi un luogo da raggiungere al di là del conosciuto.

Se, fino a qualche decennio fa, la riflessione multi-dimensionale sulla realtà derivava dalla ricerca della modalità giusta di osservazione dell’universo immaginario legata a linguaggi pensati proprio per tali immaginari (pensiamo, sopra tutti, al cinema in campo artistico, o più in generale agli strumenti di rappresentazione dell’astronomia culturale), oggi la sua complessità si è così poliedricamente distribuita in ambienti che, di fatto, ci vedono attori/manipolatori oltre che spettatori, che lo studio dell’ulteriore, di ciò che è impossibile, inaudito, lontano, mitico, si trasferisce in ogni disciplina.

Guidati da questo spunto, saranno valutati tutti i contributi che, ispirati alla ricerca delle implicazioni del concetto di superamento, della scoperta oltre i confini, in ogni ambito disciplinare (arte, musica, scienza, letteratura, antropologia, filosofia, ecc.), che sia legato alla contemporaneità, offriranno degli spunti di riflessione in ottica pluriversa e, appunto, interdisciplinare.

A cura di Massimiliano Viel, Dott. Gianna Angelini.

Modera Prof. Pier Luigi Capucci

Denis Jaromil Roio (Nl), Francesco Monico (IT), Luca de Biase (IT), Tommaso Maggio (IT), Regina Durig (DE), Hanieh Abbasinik (IR), Maurizio Teli (IT), Patrizia Moschella (IT).