Ho presieduto la giuria del XXV Premio Oscar Signorini, quest’anno dedicato all’arte robotica. Di seguito lo statement conclusivo. Dentro Noema c’è un resoconto dettagliato con i testi e le immagini dei progetti degli artisti.

I was the chairperson of the Jury of the XXV Oscar Signorini Prize, this year devoted to Robotic Art. Here the final statement. Inside Noema there is a detailed information with the texts and the images of the artists’ projects.

 

Italiano [English below]

 

XXV Premio Oscar Signorini – Arte Robotica. Vincitori e motivazioni
Pier Luigi Capucci

La robotica conosce oggi una crescita straordinaria ed è considerata all’interno dell’UE una disciplina di importanza strategica. Tra qualche anno i robot saranno indispensabili alla nostra società, sollevando problematiche sociali, etiche, giuridiche, un argomento che abbiamo affrontato nel numero di D’Ars dedicato alla “terza vita”, la vita delle entità e degli organismi creati dalla cultura umana. Non stupisce dunque che molti artisti in tutto il mondo abbiano posto al centro del loro operare l’evoluzione di questa disciplina – o meglio, di questo insieme di discipline – e le sue problematiche, cimentandosi anche con gli strumenti robotici.

Questa XXV edizione del Premio Oscar Signorini, istituito nel 1984 in memoria del fondatore di D’Ars, è dedicata, per la prima volta in Italia, all’arte robotica. Il Premio ha avuto spesso una dimensione anticipatrice. come per esempio nel caso della net art  (1998) e della bioarte (2005). Ma l’arte robotica e le sue problematiche rivestono un’importanza particolare perché sono, per così dire, alle origini della rivista, dato che tra i fondatori di D’Ars figurava Silvio Ceccato, che aveva contribuito a introdurre la cibernetica in Italia, e vari suoi scritti vennero pubblicati nei primi numeri del periodico (un ricordo di Ceccato e della sua scuola, ad opera di Pino Parini che ne è stato per lungo tempo collaboratore, viene pubblicato in queste pagine). Dunque l’arte robotica scaturisce quasi naturalmente dalla continuità tra passato e futuro.

Il compito dei giurati quest’anno non è stato semplice nell’avanzare le proposte (ogni giurato doveva indicare due artisti con meno di 35 anni operanti nel campo dell’arte robotica). Probabilmente ciò è dovuto al fatto che le competenze interdisciplinari, teoriche, tecniche, tecnologiche e scientifiche necessarie a operare in un ambito di eccellenza in questo settore richiedono un iter più lungo rispetto ad altre forme artistiche.

Questa difficoltà si acuisce per quanto riguarda il nostro Paese: nessun artista italiano under 35 figura tra le segnalazioni della Giuria nonostante fosse in maggioranza composta da italiani. In Italia nel settore della robotica esistono scuole di eccellenza a livello internazionale (uno dei primi tre prescelti si sta specializzando proprio nel nostro Paese), sono nate correnti di pensiero (come la roboetica), e a livello industriale l’Italia si colloca tra le prime nazioni europee. Tuttavia, a differenza di altre nazioni, probabilmente mancano le opportunità, le strutture e forse anche le aperture culturali per un incontro costruttivo tra competenze tecnologico-scientifiche e competenze artistico-umanistiche. Mi auguro che le aperture del XXV Premio Oscar Signorini costituiscano un contributo e uno stimolo interessante e fecondo in questa direzione.

La selezione operata dalla Giuria che ho avuto l’onore di presiedere e che voglio ringraziare, composta da Eduardo Kac, Riccardo Notte, Luigi Pagliarini, Laura Sansavini, Pavel Smetana e Franco Torriani, ha mostrato un panorama internazionale molto interessante, articolato e vario, che va dalla robotica più tradizionale alle commistioni con la biologia, con la realtà aumentata, con l’arte cinetica, dalle relazioni uomo-macchina e animale-macchina alle interazioni tra dispositivi e ambiente, alla dimensione sociale della robotica.

Tutti i progetti sono risultati molto interessanti, per tematiche, realizzazione, dimensione artistica, visione… Alla fine la Giuria ha dovuto scegliere i primi tre, e tra questi il vincitore.

I tre progetti selezionati sono:

1) Cockroach Controlled Mobile Robot, di Garnet Hertz (Canada) – vincitore
[http://conceptlab.com/roachbot/]
Per la completezza e la maturità del lavoro, e per la prospettiva delle tematiche concettuali che la commistione tra robotica e biologia solleva.

2) The Ultimate Aesthetic Experience, di Haakon Faste (USA)
[http://www.haakonfaste.com]
Per la ricchezza e l’ambizione dei presupposti teorici su cui il progetto si basa e per la visione originale della robotica che suggerisce.

3) EX-SE-08, di Shih Chieh Huang (Taiwan)
[http://messymix.com/]
Per la dimensione suggestiva e la sensibilità spazio-ambientale del lavoro e per l’idea di una robotica “popolare”.

 

AncoraEnglish

 

XXV Premio Oscar Signorini – Robotic Art. Winners and motivations
Pier Luigi Capucci

Today robotics shows an extraordinary growth and inside the UE it is considered strategic. In a few years robots will be indispensable to our society, raising social, ethical and legal problems (we handled this topic in the D’Ars magazine issue dedicated to the “third life”, the life of the entities and beings created by the human culture). Hence many artists all over the world focused their work on the robotics’ evolution – indeed a variety of disciplines – and its challenges.

The XXV Oscar Signorini Prize, created in 1984 in memory of the D’Ars magazine founder to support young artists (under 35), in 2008 was devoted to robotic art, for the first time in Italy. In the past the Prize often disclosed the new art forms in my country: for instance, in 1998 it was dedicated to net art and in 2005 to bioart. But robotic art and its challenges have a unique relevance here because they stand at the roots of the D’Ars magazine, since among the magazine’s founders there was Silvio Ceccato, who contributed to introduce the cybernetics in Italy and published some articles in this magazine’s early issues (a memory of Ceccato and his education, written by Pino Parini who was one of his collaborators, is published in the D’Ars pages concerning the Prize). So robotic art almost naturally originates from a continuity between the past and the future.

This year the jurors’ task in nominating the young artists working in the robotic field wasn’t easy. Maybe it depended on the reason the necessary interdisciplinary theorethical, technical and technological skills in order to operate with excellence in this realm require a path which is longer than in other artistic forms.

This difficulty heightens when we refer to Italy: no italian young artist was nominated by the jurors, even if the Jury had a majority of italian members. In Italy in the robotics field exist excellent and internationally renowned schools (the author of one of the three selected projects is a PhD student in Italy); Italy hosted the First International Symposium on Roboethics (in 2004) and is among the first european nations in the industrial robotics field. But differently from other nations, opportunities, structures and maybe also cultural openness for a concrete collaboration between technoscientific and artistic skills are needed in Italy. I hope the XXV Oscar Signorini Prize can give a contribution and a powerful boost in this direction.

The projects selected by the Jury I had the honour to chair (whose members were Eduardo Kac, Luigi Pagliarini, Pavel Smetana, Laura Sansavini, Franco Torriani and Riccardo Notte) shows a rich international survey, ranging from traditional robotics to robotics-biology relations, from augmented reality to kinetic art, from man-machine and environment-machine interaction to social robotics.

All the projects were very compelling for topics involved, artistic dimension, vision… In the end the Jury had to select the first three ones, and among them the winner.

The selected projects are:

1) Cockroach Controlled Mobile Robot, by Garnet Hertz (Canada) – winner
[http://conceptlab.com/roachbot/]
The most complete and best-accomplished project, dealing with a provocative interpretation of the relations between robotics and biology.

2) The Ultimate Aesthetic Experience, by Haakon Faste (USA)
[http://www.haakonfaste.com]
A project with a very rich and challenging theoretical structure, and with an original vision about robotics.

3) EX-SE-08, by Shih Chieh Huang (Taiwan)
[http://messymix.com/]
A project with a striking dimension, with a great ambient insight and the idea of a “popular” robotics.